Gardin Antonio
La miniera lo seppellì due volte, ma non riuscì a trattenerlo.

Chi era
- Nascita
- 16 febbraio 1928
- Origine
- Paludo di Latisana, Udine
- Partenza
- Belgio, nel 1946, a 18 anni
- Destinazione
- Miniere del bacino di Charleroi
- Permanenza in miniera
- Sette anni
- Mansione
- Capoturno di squadre composte da lavoratori di diverse nazionalità
- Turni
- Dodici ore
- Infortuni
- Rimase sepolto due volte; riportò una grave frattura esposta alla gamba
- Salute
- Silicosi
- Rientro
- Definitivo in Friuli nel 1960
- Scomparsa
- 2002
Le tappe della sua vita
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16 febbraio 1928Le radici a Paludo
Antonio nasce a Paludo di Latisana, nella Bassa Friulana.
1946La partenza a diciotto anni
Lascia il Friuli per le miniere del bacino di Charleroi. La testimonianza lo ricorda diciannovenne, ma in base alla data di nascita aveva diciotto anni.
I primi sei mesiDentro un'ex prigione
Al suo arrivo in Belgio vive per sei mesi in una struttura precedentemente adibita a prigione, una sistemazione dura condivisa con altri lavoratori.
Nel bacino di CharleroiDodici ore da capoturno
Diventa capoturno e coordina squadre miste, formate da minatori di nazionalità diverse. I turni raccontati dalla famiglia durano dodici ore.
La paga del minatoreTrenta chili al giorno
Antonio racconta che per essere pagati bisognava estrarre almeno trenta chili di carbone al giorno: il minimo spettava allo Stato e la parte eccedente al minatore.
Nelle gallerieStrisciare nel sottosuolo
Lavora in cunicoli strettissimi, porta con sé un canarino per avvertire della presenza di gas e ricorda ascensori costruiti in legno.
Due incidentiSepolto sotto la miniera
Per due volte rimane sepolto durante il lavoro. Nel secondo incidente subisce una grave frattura esposta alla gamba.
Dopo sette anniLa fine del lavoro sottoterra
Conclude la propria esperienza nelle miniere belghe. Di quegli anni di fatica e dolore parlerà poco anche in famiglia.
1956La Francia negata dalla silicosi
Il progetto di trasferirsi in Francia per lavorare sfuma a causa della silicosi, che ha già compromesso la sua salute.
1960Il ritorno definitivo
Rientra stabilmente in Friuli, portando con sé le conseguenze della miniera e i ricordi che raramente riesce a condividere.
2002La memoria di Antonio
Antonio muore. La sua storia resta affidata alla figlia Walnea e alla memoria familiare.
La testimonianza
Antonio Gardin nacque il 16 febbraio 1928, nella località di Paludo. Nel 1946, a 18 anni, partì per il Belgio per lavorare nelle miniere del bacino di Charleroi, dove rimase per sette anni.
Fu capoturno, con turni di 12 ore, gestendo squadre miste di diverse nazionalità. Al suo arrivo visse per sei mesi in un'ex prigione.
Durante il lavoro fu «sepolto» due volte; nell'ultimo incidente riportò una grave frattura esposta alla gamba.
Egli ci raccontava che i minatori dovevano scavare almeno 30 kg di carbone al giorno per essere pagati: il minimo spettava allo Stato, l'extra era del minatore.
Lavoravano in tunnel strettissimi, strisciando per entrare, portando con sé un canarino per rilevare il gas e usando ascensori di legno.
Nostro padre parlava poco di quegli anni, segnati da fatica e dolore. Si ammalò di silicosi e, nel 1956, i progetti di lavoro in Francia sfumarono a causa della malattia.
Nel 1960 rientrò definitivamente in Friuli. È venuto a mancare nel 2002.