Da Latisana al Belgio,
un racconto di sacrificio e speranza
che onora la nostra terra e la nostra gente.
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Cuori di Carbone

Dove la memoria torna alla luce

Cuori di Carbone è un progetto di memoria e divulgazione dedicato ai minatori italiani emigrati in Belgio nel secondo dopoguerra. Nato da una storia di famiglia e avviato il 15 maggio 2025, raccoglie testimonianze, ricostruisce percorsi di vita e custodisce una memoria collettiva che appartiene alle famiglie, al territorio e alla storia dell’emigrazione.

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Sandri Marino

Nei suoi silenzi viveva il peso della miniera.
Marino Sandri, minatore originario di Palazzolo dello Stella
Marino Sandri, da Palazzolo dello Stella alle miniere belghe: il ricordo delle figlie Nora e Lia.

Chi era

Nascita
23 marzo 1935
Origine
Palazzolo dello Stella, Udine
Emigrazione
Belgio, ancora giovanissimo
Lavoro
Minatore; miniera non indicata
Rientro
Italia, nel 1984
Salute
Polmoni segnati dalla polvere/dd>
Scomparsa
14 maggio 1986, a 51 anni

Le tappe della sua vita

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23 marzo 1935

Le radici a Palazzolo

Marino nasce a Palazzolo dello Stella. Nora e Lia lo ricordano come un uomo silenzioso, forte, di poche parole.

nell’adolescenza

Una partenza necessaria

Ancora giovanissimo, lascia Palazzolo dello Stella per il Belgio. È la necessità di lavorare a condurlo in miniera, lontano da casa.

Gli anni in miniera

Una fatica raccontata poco

Parla raramente del lavoro sotterraneo. Le figlie riconoscono la sua stanchezza nello sguardo e nei silenzi che accompagnano le giornate.

1984

Il ritorno in Italia

Marino rientra in Italia. Secondo il ricordo delle figlie, il corpo porta i segni del lavoro e della polvere respirata.

14 maggio 1986

Un addio troppo presto

Marino si spegne a 51 anni, dopo il rientro in Italia avvenuto nel 1984.

La testimonianza

Nostro padre, Marino Sandri, era un uomo silenzioso e forte, di poche parole. Nato a Palazzolo dello Stella il 23 marzo 1935, partì giovanissimo per il Belgio, come tanti altri.

Non per scelta, ma per necessità: l’Italia aveva bisogno di carbone e, in cambio, furono sacrificate le vite di molti uomini, padri e figli, a quel nero combustibile che faceva girare l’economia.

Papà parlava poco della miniera. Forse non voleva farci pesare quella fatica, quel buio che si portava dentro. Ma lo vedevamo nei suoi occhi, nei suoi silenzi, nella stanchezza che lo accompagnava ogni giorno.

Tornò in Italia nel 1984, con il corpo segnato dal lavoro e dalla polvere che gli aveva riempito i polmoni. Il 14 maggio 1986 se ne andò per sempre, a soli 51 anni. Troppo presto, troppo giovane.

Nora e Lia, figlie di Marino Testimonianza raccolta nel marzo 2025