Zucchiatti Lino
La miniera gli impedì di tornare dai figli; la sua forza continua a vivere in loro.
Chi era
- Nascita
- 1911
- Origine
- Pozzo di Codroipo, Udine
- Servizio militare
- Ventun mesi e una campagna in Eritrea
- Famiglia
- Anna e i figli Giovanni, Angela, Luigina e Angelo
- Emigrazione
- Germania e Belgio
- Partenza per la miniera
- Belgio, 1951 secondo la testimonianza
- Soggiorno familiare
- Belgio, 1949–1950 secondo la testimonianza; date da verificare
- Scomparsa
- In miniera, in Belgio; data e luogo non indicati
Le tappe della sua vita
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1911Un’infanzia interrotta
Lino nasce a Pozzo di Codroipo. Da bambino perde la madre e cresce negli anni della Prima guerra mondiale.
L’infanziaIl lavoro prima della scuola
Lascia gli studi dopo la terza elementare e inizia a lavorare per aiutare la famiglia.
Da giovaneIl servizio e l’Eritrea
Svolge ventun mesi di servizio militare e partecipa a una campagna in Eritrea. La testimonianza non ne indica le date esatte.
1934La vita con Anna
Sposa Anna. Nei dodici anni successivi nascono quattro figli: Giovanni, Angela, Luigina e Angelo.
1938–1946Quattro figli, una perdita
Nascono Giovanni nel 1938, Angela nel 1939, Luigina nel 1945 e Angelo nel 1946. La piccola Angela muore a soli sei anni.
Prima del BelgioLa necessità di emigrare
Lino conosce anche l’emigrazione in Germania e le difficoltà del dopoguerra. La testimonianza non precisa la durata di quel soggiorno.
1949–1951Le date ancora da chiarire
Il racconto colloca il soggiorno di Anna e dei figli in Belgio nel 1949–1950 e la partenza di Lino per la miniera nel 1951. Questa successione non è chiara: le date sono riportate come testimoniate e restano da verificare.
In BelgioIl ritorno della famiglia a Pozzo
Anna e i figli tornano a Pozzo. Lino rimane legato al lavoro in miniera, lontano da loro.
Data non indicataNon tornò dalla miniera
Lino muore sotto terra, in Belgio. Il racconto non precisa il giorno né il nome della miniera; alla famiglia rimangono la sua assenza e i valori che aveva trasmesso.
La testimonianza
Il nonno Lino, classe 1911, non ebbe una vita facile. Perse la mamma da bambino e conobbe presto gli orrori della guerra del ’15–’18. Costretto a lasciare la scuola alla terza elementare, iniziò presto a lavorare per aiutare la famiglia, come tanti in quegli anni duri.
Dopo ventun mesi di servizio militare e una campagna in Eritrea, nel 1934 si sposò con nonna Anna. Arrivarono i figli: Giovanni nel 1938, Angela nel 1939, Luigina nel 1945 e Angelo nel 1946.
Ma accanto alla gioia, la vita portò dolore: l’emigrazione in Germania, la perdita della piccola Angela a soli sei anni e le difficoltà del dopoguerra.
Nel 1951 partì per il Belgio. La miniera lo chiamava. E la miniera se lo prese.
Dal 1949 al 1950, anche la moglie e i figli vissero in Belgio, prima di tornare a Pozzo. Ma il nonno Lino non tornò più. Morì sotto terra, lasciando una famiglia senza un padre e dei figli che non poterono più abbracciarlo.
Non vide mai i suoi bambini crescere. A lui dobbiamo un’eredità fatta di valori, dignità, forza e amore smisurato per la famiglia.
Nota redazionale: le date riferite al soggiorno della famiglia in Belgio (1949–1950) precedono la partenza di Lino indicata nel racconto (1951). La successione degli eventi è da verificare con il testimone o con documenti familiari.