Pinto Giuseppe
Pinto Giuseppe
“Un padre, un minatore, un sorriso: la sua vita vive ancora nel legame tra le famiglie.”
Pinto Giuseppe (“Peppino”), nato a Mola di Bari, minatore alla Bois du Cazier di Marcinelle. Vittima della tragedia dell’8 agosto 1956.
Nato a Mola di Bari il 3 maggio 1918.
Sposato con Carmela De Mattia, nata il 6 novembre 1918 a Torre a Mare (BA), matrimonio: 37 giugno 1943.
Emigrò in Belgio nel 1951; la famiglia lo raggiunse nel 1953.
Vive nel campo di Saint-Nicolas (baracca n. 34)
Muore l’8 agosto 1956 nella tragedia di Marcinelle, insieme all’amico Enrico Del Guasta.
Prima di emigrare, Giuseppe lavora al macello di Mola di Bari e, la sera, per arrotondare, tiene una bancarella sul lungomare dove vende involtini di carne. È un uomo instancabile: non si tira mai indietro pur di garantire qualcosa in più alla sua famiglia.
Nel 1951 parte da solo per il Belgio, come fecero tanti uomini del Sud: una valigia leggera e un peso enorme nel cuore. Due anni dopo, nel 1953, la famiglia lo raggiunge: Carmela e i figli partono per ricominciare una nuova vita lontano dalla loro terra.
Il figlio Vito, testimone di questa storia, è nato il 29 novembre 1946. I fratelli sono Giovanni (26 novembre 1949), Antonio (3 luglio 1951) e Giacomina (30 novembre 1953). Tutti nati a Mola di Bari, prima che il destino della famiglia li portasse in Belgio.
In Belgio Giuseppe trova lavoro nella miniera del Bois du Cazier, a Marcinelle. È qui che conosce Enrico Del Guasta, originario della Toscana. Tra i due nasce subito un’amicizia profonda, fatta di rispetto, silenzi condivisi e fatica quotidiana: lavorano fianco a fianco sotto terra, sostenendosi nei momenti più duri.
Le famiglie vivono nel campo di Saint-Nicolas, in baracche vicine: la numero 32 ospita la famiglia Del Guasta, la numero 34 la famiglia Pinto. Le porte sono sempre aperte, i pasti condivisi, i bambini crescono come fratelli. Per tutti, Giuseppe è semplicemente “Peppino”.
L’8 agosto 1956, quella fratellanza si spezza nel modo più tragico: Giuseppe Pinto ed Enrico Del Guasta muoiono nella tragedia di Marcinelle, insieme a tanti altri uomini che non faranno mai ritorno. Quel giorno segna per sempre le famiglie, ma non spezza il legame nato nel buio della miniera.
A quasi settant’anni dalla disgrazia, le famiglie continuano ancora oggi a frequentarsi e a ricordare: perché quei padri non sono solo nomi incisi nella pietra, ma parte viva della loro storia. Nel 1986, per il 30° anniversario della tragedia, le famiglie Pinto e Del Guasta si ritrovano all’inaugurazione di un’area verde commemorativa a Manoppello (Abruzzo): un momento di grande emozione che conferma quanto quei legami siano più forti del tempo.
- 3 maggio 1918Nasce a Mola di Bari (BA).
- 27 giugno 1943Sposa Carmela De Mattia.
- 1951Parte per il Belgio.
- 1953La famiglia lo raggiunge in Belgio.
- 1953–1956Lavora alla miniera Bois du Cazier di Marcinelle; nasce il legame con Enrico Del Guasta.
- 8 agosto 1956Muore nella tragedia di Marcinelle.
La testimonianza
«Mio padre si chiamava Giuseppe Pinto, nato a Mola di Bari il 3 maggio 1918. Era sposato con mia madre, Carmela De Mattia, nata a Torre a Mare il 6 novembre 1918. Si erano sposati il 27 giugno 1943.»
«Nel 1951 partì da solo per il Belgio. Nel 1953, finalmente, raggiungemmo nostro padre: partimmo tutti insieme, mia madre e noi figli, per ricominciare una nuova vita lontano dalla nostra terra.»
«In Belgio, mio padre trovò lavoro nella miniera del Bois du Cazier di Marcinelle. Fu lì che conobbe Enrico Del Guasta… Erano davvero fratelli di miniera.»
«L’8 agosto 1956 quella fratellanza si spezzò: entrambi morirono nella tragedia di Marcinelle. A quasi settant’anni dalla disgrazia, continuiamo ancora oggi a frequentarci e a ricordare.»
— Vito P., figlio di Giuseppe