Sabato Salvatore
Sabato Salvatore
“Un uomo del Salento: forza, dignità e orgoglio, dal fango della miniera alla casa costruita con il sudore.”
Sabato Salvatore, nato a Casarano (LE), minatore nelle miniere di Carnières in Belgio.
Nasce a Casarano nel 1928.
Figlio di una famiglia contadina, studia fino alla quinta elementare e lavora nei campi.
Parte per il Belgio nel 1950 e lavora nelle miniere di Carnières.
Sposa la futura moglie nel 1958; la famiglia lo raggiunge in Belgio.
Due figli: il primogenito nel 1959 e Anna Rita nel 1963, in Italia.
Rientra definitivamente in Puglia dopo anni di lavoro in miniera.
Muore nel 2003 a 75 anni, segnato dalla silicosi.
Salvatore Sabato nasce a Casarano nel 1928, nel cuore del Salento, in una famiglia di umili origini contadine. Frequenta la scuola fino alla quinta elementare, poi – come molti ragazzi del tempo – comincia a lavorare nei campi insieme alla famiglia.
Era di bassa statura, ma dotato di una forza straordinaria. Amava scherzare con ironia dicendo: «Dopo i lavori nei campi, andare in miniera mi sembrava quasi una vacanza.» Nel 1950 parte per il Belgio, spinto dalla speranza di costruire un futuro migliore.
Lavora nelle miniere di Carnières affrontando un’attività durissima e rischiosa. Raccontava che scendeva giù con una corda e, strisciando tra fango e polvere, contribuiva a costruire tunnel verticali, orizzontali e persino obliqui. Un lavoro che consumava il corpo, ma non riuscì mai a consumare la sua dignità.
Durante uno dei ritorni a casa conosce una giovane donna che diventa l’amore della sua vita. Si sposano nel 1958, e poco dopo anche la moglie lo raggiunge in Belgio.
I racconti del padre sono pieni di immagini indimenticabili: una volta la madre andò a prenderlo all’uscita del turno sotterraneo e non riuscì a riconoscerlo. Era talmente sporco e provato che, per un attimo, ebbe paura di quell’uomo che le si avvicinava.
Salvatore diceva di aver scampato più volte il pericolo. Ricordava in particolare un episodio: una notte la moglie sognò che la miniera in cui lavorava era crollata. Glielo raccontò, ma lui non le credette. Poco tempo dopo, quel disastro avvenne davvero. Da allora ripeteva spesso di essere stato «un miracolato».
Con il passare degli anni, la silicosi cominciò lentamente a farsi sentire, logorandolo giorno dopo giorno, fino a portarselo via nel 2003, all’età di 75 anni. Resta il ricordo di un uomo forte, giusto e instancabile, capace di trasformare il sacrificio in dignità.
- 1928Nasce a Casarano (LE).
- Anni ’30–’40Scuola fino alla quinta elementare; lavoro nei campi.
- 1950Parte per il Belgio e lavora nelle miniere di Carnières.
- 1958Si sposa; la moglie lo raggiunge in Belgio.
- 1959Nasce il primo figlio.
- 1963Nasce Anna Rita (in Italia).
- Anni successiviRientro definitivo in Puglia e costruzione della casa.
- 2003Muore a 75 anni, segnato dalla silicosi.
La testimonianza
«Mio papà era Salvatore Sabato, uno dei tanti uomini del Salento che partirono alla ricerca di fortuna nelle miniere del Belgio. Nato a Casarano nel 1928, in una famiglia di umili origini contadine, frequentò la scuola fino alla quinta elementare. Poi cominciò a lavorare nei campi insieme ai miei nonni.»
«Nel 1950, poco più che ventenne, lasciò la sua Puglia e partì per il Belgio. Ricordo ancora i suoi racconti: un giorno la mamma era andata a prenderlo all’uscita del turno sotterraneo, ma non riusciva a riconoscerlo. Era talmente sporco e provato dal lavoro che per un attimo ebbe paura di quell’uomo che le si avvicinava.»
«Papà mi raccontava anche di aver scampato diversi pericoli, tra cui il crollo di una miniera… Da allora diceva spesso di essere stato “un miracolato”. Eppure non si arrese mai. Al suo ritorno in Italia utilizzò ogni soldo guadagnato con sudore per costruire una casa e garantire un futuro migliore ai propri figli.»
«Con il passare degli anni, però, la silicosi cominciò lentamente a farsi sentire, fino a portarselo via nel 2003, all’età di 75 anni. Era fiero del suo lavoro, e io oggi sono profondamente orgogliosa di lui.»
— Anna Rita S., figlia di Salvatore