Braida Ferruccio
Bradia Ferruccio
“Dal Belgio al Canada: una vita tra carbone, viaggi e responsabilità.”
Bradia Ferruccio, minatore emigrato nel distretto di Liegi e poi in Canada.
Nato nel 1925.
Parte per il Belgio nel 1952/53, nel distretto minerario di Liegi.
Lavora circa due anni nelle miniere, dove diventa capo turno.
All’inizio degli anni ’60 emigra anche in Canada.
Non sviluppa silicosi, ma riceve comunque la pensione dal Belgio.
Muore nel 1995.
Nato nel 1925, Bradia Ferruccio cresce in un’Italia ancora segnata dalla guerra e dalla povertà. Come molti uomini della sua generazione, sceglie la strada dell’emigrazione: nei primi anni Cinquanta lascia la sua terra e parte per il Belgio, dove trova lavoro nel distretto minerario di Liegi.
Per circa due anni scende ogni giorno in miniera, affrontando il pericolo del grisou, la fatica del lavoro in galleria e le condizioni difficili tipiche del sottosuolo. Con il tempo diventa capo turno, assumendosi la responsabilità della sicurezza e dell’organizzazione del lavoro degli altri minatori.
I viaggi di ritorno in Italia, durante le estati, sono legati al ricordo del treno a vapore: si arrivava a casa con la camicia nera di fuliggine e le gallerie ferroviarie impregnate di carbone sembravano prolungare, ancora per un po’, il buio della miniera. All’inizio degli anni Sessanta Ferruccio parte anche per il Canada, dove continua a cercare nuove opportunità di lavoro e di vita. Pur non sviluppando la silicosi, riceverà comunque la pensione dal Belgio, segno concreto di quanto abbia dato in quegli anni trascorsi nel sottosuolo. Muore nel 1995, lasciando il ricordo di un uomo che ha attraversato mezzo mondo portando con sé la dignità del proprio lavoro.
- 1925Nasce Bradia Ferruccio.
- 1952–1953Parte per il Belgio e inizia a lavorare nel distretto minerario di Liegi.
- anni ’50Lavora in miniera per circa due anni, diventando capo turno.
- inizi anni ’60Emigra anche in Canada per lavoro.
- 1995Muore, lasciando il ricordo di una vita segnata dall’emigrazione e dal lavoro in miniera.
La testimonianza
«Mio padre, Bradia Ferruccio, era nato nel 1925 ed è partito per il Belgio nel 1952/53. Lì ha lavorato nel distretto minerario di Liegi per due anni o poco più. Si ricordava bene del gas grisou: mi raccontava che lo “prendevano con il fazzoletto”, perché se si accumulava troppo in alto poteva esplodere da un momento all’altro.»
«Da bambino ricordo i viaggi di ritorno in estate – in inverno non si viaggiava – e io arrivavo a casa sempre con la camicia tutta nera per via del treno a vapore. Anche le gallerie ferroviarie erano impregnate di carbone, come se il viaggio stesso portasse addosso il segno del lavoro in miniera.»
«Negli anni Sessanta mio padre è stato anche in Canada, sempre per lavoro. Non aveva avuto la silicosi, ma aveva ricevuto comunque la pensione dal Belgio per gli anni passati nelle miniere. Era stato anche capo turno: aveva sulle spalle la responsabilità degli altri. È morto nel 1995, lasciando dietro di sé la storia di una vita fatta di partenze, ritorni, carbone e coraggio.»
— Ottaviano B., figlio di Ferruccio