Maron Mario
Marson Mario
“Un uomo che ha attraversato oceani di fatica per dare alla famiglia un futuro più sicuro.”
Marson Mario, nato a Precenicco e emigrato in Belgio nel 1946, minatore alla Bois du Cazier.
Nato a Precenicco il 13 maggio 1922.
Parte per il Belgio nel 1946 e viene assegnato alla miniera Bois du Cazier di Marcinelle.
Vive inizialmente nelle baracche d’acciaio dell’ex campo prigionieri tedeschi.
Fa arrivare in Belgio il fratello Umberto e le sorelle Santa e Bruna.
Non era in turno l’8 agosto 1956, giorno della tragedia.
Lavora successivamente in acciaieria e muore a Charleroi nel 1988.
Marson Mario nasce a Precenicco il 13 maggio 1922, in una terra povera ma ricca di famiglie solide e capaci di affrontare la fatica. Nel 1946, a guerra appena conclusa, decide di lasciare il Friuli per il Belgio, spinto dalla necessità e dalle promesse di un lavoro stabile. Sale su un treno diretto verso un paese sconosciuto, senza sapere che la miniera sarebbe diventata la sua nuova realtà.
Viene destinato alla Bois du Cazier, la miniera di Marcinelle. Il nome, elegante e francese, nasconde però una verità dura: il lavoro sotto terra è massacrante, e la vita in superficie lo è quasi allo stesso modo. Dopo le visite mediche iniziali, Mario viene sistemato nelle baracche d’acciaio che, durante la guerra, avevano ospitato i prigionieri tedeschi. In estate si soffoca; in inverno si gela. Le pareti trattengono ogni rumore, ogni odore, ogni speranza.
Condivide lo spazio con molti altri italiani, tutti arrivati con la stessa illusione: lavorare per rialzare le loro famiglie. Col tempo Mario riesce a ottenere un alloggio più dignitoso e a far arrivare in Belgio parte della sua famiglia: il fratello Umberto e le sorelle Santa e Bruna. Le due sorelle trovano lavoro e si sposano con due minatori: Antero Venturi e Pietro Goffelli.
Mario lavora alla Bois du Cazier fino al tragico 8 agosto 1956, giorno in cui un incendio trasforma la miniera in un inferno di fumo e gas. Quel giorno, per una coincidenza che la famiglia non ha mai smesso di considerare un miracolo, non era in turno. Si salva, ma molti dei suoi compagni non fanno ritorno.
Dopo la tragedia e la chiusura della miniera, Mario continua a lavorare, questa volta in acciaieria. Il suo sogno, però, rimane sempre lo stesso: tornare in Italia. Amplia la casa dei genitori e acquista un piccolo terreno lungo lo Stella, un angolo di pace dove immagina la sua pensione. Ma quel sogno rimane sospeso: Mario muore a Charleroi nel 1989.
- 13 maggio 1922Nasce a Precenicco (UD).
- 1946Parte per il Belgio e viene assegnato alla miniera Bois du Cazier.
- Fine anni ’40Fa arrivare il fratello Umberto e le sorelle Santa e Bruna.
- 8 agosto 1956Giorno della tragedia di Marcinelle: Mario non è in turno e si salva.
- Anni ’60Lavora in acciaieria dopo la chiusura della miniera.
- 1989Muore a Charleroi.
La testimonianza
«Zio Mario era nato a Precenicco il 13 maggio 1922. Nel 1946 lasciò la nostra terra e salì su un treno diretto in Belgio. Era un tempo di promesse, ma anche di necessità. Partì verso un paese sconosciuto, per un lavoro ancora più sconosciuto: il minatore.»
«Arrivò a Marcinelle, destinato alla miniera Bois du Cazier. Dopo le visite mediche venne sistemato in baracche d’acciaio: erano le stesse dove, durante la guerra, erano stati rinchiusi i prigionieri tedeschi. In estate si soffocava, in inverno si gelava.»
«Col tempo ottenne un alloggio più dignitoso e fece arrivare anche mio padre Umberto e le due sorelle, Santa e Bruna. Le zie trovarono lavoro e si sposarono con due minatori: Antero Venturi e Pietro Goffelli.»
«Zio Mario lavorò alla Bois du Cazier fino al tragico 8 agosto 1956. Quel giorno, per fortuna, non era in turno. Non si ammalò di silicosi e, dopo la chiusura della miniera, passò a lavorare in acciaieria. Il suo sogno era tornare in Italia: aveva ampliato la casa dei genitori e acquistato un piccolo terreno lungo il fiume Stella. Ma quel sogno non si realizzò mai: lo zio morì a Charleroi nel 1989. I suoi due figli, Giacomo e Franco, vivono ancora lì, nella città nera.»
— Emanuele F., nipote di Mario