Del Guasta Enrico

Del Guasta Enrico

“Dalla Resistenza al sottosuolo: una vita spesa per gli altri, fino all’ultimo turno.”

Del Guasta Enrico, nato a Pettori di Cascina, minatore morto a Marcinelle

Del Guasta Enrico, nato a Pettori (Cascina), minatore al Bois du Cazier: muore nella tragedia di Marcinelle l’8 agosto 1956.

In breve

Nato il 17 febbraio 1920 a Pettori (Cascina, Pisa).
Partigiano nelle Cesane (Fossombrone), nome di battaglia Comandante Franz.
Emigra in Belgio nel 1952.
Prima discesa al Bois du Cazier: 30 ottobre 1952.
Qualifica in miniera: Rabasneur (rinforzo dei sostegni delle gallerie), spesso turno di notte.
Muore l’8 agosto 1956 a Marcinelle, sostituendo un amico belga per solidarietà.
Corpo ritrovato il 17 settembre 1956; funerali il 20 settembre 1956.
Rimpatrio salma: 22 dicembre 1956. Riposa nel cimitero di Pettori (Cascina).
Un ponte sull’Arno tra Cascina e Vicopisano porta il suo nome.

Enrico Del Guasta nasce il 17 febbraio 1920 a Pettori, nel comune di Cascina, da Elide Vicentini e Natale Del Guasta

Finita la guerra, dopo la liberazione di Fossombrone (22 agosto 1944), partecipa alle prime riunioni del nascente Partito Comunista Italiano, diventandone membro attivo. Nel frattempo costruisce la sua famiglia: con la moglie Ivonne Truffi (sposata nel 1943) arriva il primo figlio, Libero (19 settembre 1944), poi Gianfranco (1946), Graziella (1948), Umberto (1949) e infine Yvette, nata a Marcinelle nel 1954.

Per mantenere la famiglia Enrico svolge molti lavori, ma nel 1952< è costretto ad emigrare in Belgio. Il 30 ottobre 1952 scende per la prima volta nella miniera del Bois du Cazier a Marcinelle. Nell’aprile del 1953 lo raggiungono la moglie con Umberto e Graziella; i figli maggiori, Libero e Gianfranco, restano in collegio a Fano e si riuniscono alla famiglia nel 1954, poco prima della nascita di Yvette.

In miniera Enrico lavora con la qualifica di Rabasneur: rinforza i pali che sostengono le volte delle gallerie, un compito fondamentale per la sicurezza. Per questo lavora spesso di notte.

L’8 agosto 1956, giorno della tragedia, non avrebbe dovuto essere in turno: il suo lavoro era finito. Ma per solidarietà verso un amico belga con un grave problema familiare, prende il suo posto. Non tornerà più a casa. Il suo corpo viene ritrovato solo il 17 settembre, insieme ad altri compagni; i funerali si svolgono il 20 settembre 1956. Il 22 dicembre la salma viene riportata in Italia e oggi riposa nel cimitero di Pettori.

La sua memoria non resta solo in famiglia: i comuni di Cascina e Vicopisano hanno intitolato a Enrico il ponte sull’Arno che unisce le due comunità. Un nome che attraversa il fiume, come un gesto che continua.

Cronologia
  • 17 febbraio 1920Nasce a Pettori (Cascina, PI).
  • 8 settembre 1943Si unisce ai partigiani sulle Cesane; nome di battaglia Comandante Franz.
  • 19 settembre 1944Nasce il figlio Libero.
  • 1946–1949Nascono Gianfranco (1946), Graziella (1948), Umberto (1949).
  • 1952Emigra in Belgio.
  • 30 ottobre 1952Prima discesa al Bois du Cazier di Marcinelle.
  • aprile 1953La moglie e i figli Umberto e Graziella lo raggiungono in Belgio.
  • 1954Arrivano Libero e Gianfranco; nasce Yvette a Marcinelle.
  • 8 agosto 1956Muore nella tragedia di Marcinelle, sostituendo un amico per solidarietà.
  • 17 settembre 1956Il corpo viene ritrovato.
  • 20 settembre 1956Funerali.
  • 22 dicembre 1956Rimpatrio della salma; sepoltura a Pettori.

La testimonianza

«Mi chiamo Umberto, figlio di Enrico Del Guasta, minatore morto nella catastrofe della miniera del Bois du Cazier di Marcinelle l’8 agosto 1956. Quel giorno persero la vita 262 minatori, di cui 136 italiani.»

«Mio padre Enrico nacque il 17 febbraio 1920 a Pettori, nel comune di Cascina. Dopo l’8 settembre 1943 scelse la strada della libertà: si dette alla macchia e si unì a un gruppo di partigiani… Dopo la morte del loro comandante, fu lui a prenderne il posto, assumendo il nome di battaglia di Comandante Franz.»

«Nel 1952 fu costretto ad emigrare in Belgio. Il 30 ottobre dello stesso anno scese per la prima volta nelle viscere della terra, nella miniera del Bois du Cazier di Marcinelle. In miniera papà lavorava con la qualifica di Rabasneur.»

«Quel maledetto 8 agosto 1956 non avrebbe dovuto essere in turno. Ma, per solidarietà verso un amico belga che aveva un grave problema familiare, prese il suo posto. Non tornò più a casa.»

A volte un turno scambiato non è solo lavoro: è un gesto di umanità che diventa destino.

— Umbderto Del G., figlio di Enrico

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